Selezione del personale: perché è fondamentale se fai impresa

La locuzione “selezione del personale” in ambito lavorativo indica le modalità di selezione di persone da assumere con contratto di lavoro.

È la funzione che si occupa del reperimento, delle selezioni e dell’inserimento in azienda dei nuovi dipendenti ed è un insieme di attività organizzative, che hanno come scopo la scelta del personale in base ad alcune caratteristiche e competenze in possesso del candidato e che si avvicinano il più possibile al profilo ricercato dall’azienda in questione.

La valutazione è di tipo:

  • economica (incontro fra domanda e offerta di lavoro)
  • legale (contratto giuridico di lavoro)
  • psicologica (valutazione delle caratteristiche del lavoro e dei candidati)

Si tratta di un’attività che ha almeno quattro funzioni:

  • raccolta di informazioni (su condizione, contenuti, richieste di lavoro e caratteristiche fisiche, comportamenti culturali, biografiche dei candidati)
  • predizione (sui comportamenti futuri dei candidati e sul loro apporto all’organizzazione)
  • presa di decisione (sull’assunzione e sul cambiamento di posizione dei candidati)
  • produzione di informazioni (sui comportamenti lavorativi previsti dei candidati, sui piani di azione stabiliti)

La ricerca e selezione di personale costituisce uno strumento fondamentale per supportare lo sviluppo organizzativo e garantire la competitività aziendale. La scelta dei collaboratori, infatti, è un processo complesso e delicato, che solo se impostato e gestito correttamente garantisce un ritorno in termini di effettiva crescita aziendale.

Tale processo consente di:

  • supportare lo sviluppo organizzativo e garantire la competitività aziendale;
  • arricchire il patrimonio aziendale inserendo nuove risorse capaci di apportare competenze differenti e “nuova linfa”;
  • evitare i costi di un turnover eccessivo;
  • monitorare la struttura organizzativa e fornire le basi per una corretta politica retributiva;
  • suggerire mutamenti organizzativi innovativi, grazie al riconoscimento delle nuove professionalità;
  • Analisi del fabbisogno e scelta degli strumenti da utilizzare, in stretta collaborazione con l’azienda ;
  • head hunting, siti di recruiting nazionali ed internazionali, pubblicazioni online e cartacee;
  • Screening delle candidature per ricondurre la scelta ad un numero ristretto di candidati mirati;
  • Convocazione e valutazione dei candidati attraverso colloqui individuali e/o di gruppo, test, prove tecniche, ecc..;
  • Individuazione della rosa di candidati idonei;
  • Stesura di profili dettagliati in termini di competenze professionali, caratteristiche personali e potenzialità del candidato e supporto all’Azienda nella fase di scelta.

In Europa e soprattutto in Italia, non si parla d’altro: non c’è lavoro e la disoccupazione aumenta. L’Europa presenta 20.000.000 di disoccupati e l’Italia sembra essere uno degli Stati con il maggior tasso di disoccupazione, nel Meridione si arriva anche al 20%.

Al Nord le grandi fabbriche sono interessate ad un processo di ristrutturazione, con introduzione massiccia di tecnologia e manodopera a basso costo, cioè immigrati. Al Sud, il già precario sistema produttivo si è aggravato portando alla chiusura di alcune fabbriche o alla riduzione della produzione. Da questi vari fattori, risulta che oggi c’è meno lavoro per tutti. Gli esperti dicono che il futuro si giocherà attorno alle tecnologie informatiche, alle ricerche scientifiche e alla cultura.

Eppure ci sono molte aziende che effettuano selezione del personale senza riuscirci. Com’è possibile? Di chi è l’errore?

Fondamentalmente non c’è un vero e proprio errore né da parte di chi cerca, né da parte di chi offre lavoro, c’è solo una mancanza d’informazione: quanti aspiranti dipendenti sanno che c’è un modo per prepararsi al meglio, per sapere qual è il metodo di selezione delle aziende, il giusto abbigliamento, tono di voce, stretta di mano?

Un colloquio di lavoro è una vendita: si vende se stessi, la propria immagine. In pochi istanti si lascia un’impronta nella mente dell’interlocutore che rimarrà impressa per due anni. E’ il caso di dire che “l’abito fa il monaco”! In fondo a chi non capita di farsi un’idea su qualcuno che si incontra in metro o che ci presentano per strada: il modo di sorridere, gli occhi fissi o che si muovono velocemente, il modo di camminare o di stare seduto.

Tutto comunica, ogni parte di noi, del nostro corpo. Ecco perché è importante sapere come sfruttare le nostre potenzialità e come depotenziare i nostri limiti. Il tempo che un’azienda concede alla conoscenza di un candidato non è sufficiente per comprendere a pieno tutte le qualità e le competenze dello stesso, ecco che gioca un ruolo fondamentale il “a prima vista”, le prime sensazioni, le poche parole che si usano per presentarsi.

D’altro canto, le aziende non sempre si affidano ad abili selezionatori di personale che hanno dedicato anni allo studio del metodo migliore per selezionare il candidato più adatto all’azienda richiedente. Per evitare di dover continuamente cambiare personale, offrire formazione, tempo e fiducia a collaboratori che potrebbero non soddisfare a pieno le esigenze di chi assume, la soluzione migliore sarebbe quella di richiedere l’intervento di selezionatori con esperienza che facilitino la selezione dei candidati più idonei e con maggiore possibilità di soddisfare le aspettative di chi assume.

L’importanza ed il successo di un’azienda sono dati anche, se non soprattutto, da ottimi collaboratori che decidono di “sposare un progetto comune” e di portare a termine tutti gli obiettivi prefissati. In fondo, un buon capo senza validi collaboratori cosa potrebbe fare.

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