La grande lezione di business del fondatore di IKEA Per leggere l'articolo impiegherai circa 2 minuti

Conosci Ingvar Kamprad?

Forse il suo nome ti dirà poco, ma è uno degli imprenditori più geniali del nostro tempo, il fondatore dell’IKEA. Quello che oggi è conosciuto come uno dei più grandi colossi del mobili è nato come un semplice negozio di articoli di grande consumo, come borsellini, forcine per capelli e calze da donna. Anche se Kamprad, anche allora, ha sempre mostrato un grosso interesse per i mobili, al punto di seguire le più grandi fiere campionarie del settore, specialmente quelle italiane.

La sua idea di business si fonda su un’idea tanto semplice quanto geniale: l’imprenditore svedese, infatti, si era reso conto che l’acquisto dei mobili era considerato estremamente importante e allo stesso tempo oneroso. Un mobile, che fosse una libreria o una credenza per la cucina, era un elemento che creava non poco stress nelle famiglie: il suo alto costo lo rendeva un bene durevole. Di conseguenza doveva essere resistente, solido e durevole; in più doveva essere scelto con estrema attenzione: se da un giorno all’altro chi l’aveva acquistato se ne sarebbe stancato o, semplicemente, fosse passato di moda, la possibilità di acquistarne di nuovi era remota proprio a causa del suo prezzo.

Alla luce di questo iniziò a pensare ad un modo per creare una linea di mobili che avesse il design delle grandi fiere campionarie e che allo stesso tempo potesse diventare un bene di largo consumo.

I suoi primi prodotti furono tre: una sedia, una poltrona e un tavolo. Ed ebbero immediatamente successo sia per lo stile che, appunto, per il fattore economico contenuto. La cosa – neanche a dirlo – fece indispettire non poco i suoi competitor, che andarono su tutte le furie quando scoprirono che Kamprad non si sarebbe fermato. Proprio per questo cominciarono a fargli una guerra serratissima, arrivando addirittura a ricattare gli artigiani e produttori di materie prime: se questi avessero collaborato con lui, avrebbero potuto dire addio alle collaborazioni con tutti gli altri.

Insomma, il mercato svedese gli era totalmente contro.

Secondo te cosa fece Kamprad?

Lì dove altri, al posto suo, si sarebbero arresi, lui andò prima in Polonia e poi in Germania dell’Est, creando accordi con artigiani e produttori. In un secondo momento comprò sia ettari ed ettari di foresta, così come delle falegnamerie. In questo modo riuscì a diventare completamente indipendente, iniziando il suo percorso di ascesa che ha reso oggi IKEA un marchio conosciuto in tutto il mondo.

Ma perché ti sto parlando di questo?

La storia imprenditoriale di Ingvar Kamprad dovrebbe essere presa a modello da chiunque oggi faccia impresa perché può insegnarci parecchio.

Rispetto a ciò che ti ho raccontato, ci dimostra che spesso quelli che vediamo come confini non sono altro che una percezione personale,quindi possono essere varcati in qualsiasi momento. Sempre che ci sia una motivazione abbastanza forte.

La motivazione di Kamprad era quella di creare un’azienda a servizio delle persone. Uno dei suoi motti è sempre stato: il risparmio dell’azienda deve portare anche ad un risparmio per il cliente.

Ma c’è molto di più.

Quando creò il primo IKEA Store fu il primo a creare un modello di negozio nel quale i clienti erano liberi di muoversi, provare i vari mobili, sperimentando in prima persona le sensazioni che avrebbero potuto sperimentare sedendosi su di una poltrona, o muovendosi in quella che sarebbe stata la loro futura sala da pranzo. In questa occasione partorì un’altra idea geniale: la vendita di un portapacchi per autovetture ad un prezzo così basso da non dare ricavi neppure all’azienda.

Una scelta contro intuitiva, che qualcuno avrebbe addirittura potuto addirittura considerare fallimentare, ma che aveva uno scopo ben preciso: mettere chiunque nella condizione di acquistare il proprio mobile e portaselo a casa.

A tale riguardo, Kamprad parla di gratificazione immediata: se, sino a quel momento, per poter avere il proprio mobile si dovevano aspettare giorni, se non settimane, il cliente poteva portaselo immediatamente a casa. La sua concezione è molto semplice: si devono creare tutte le condizioni possibili affinché il cliente possa acquistare in tutta serenità, sentendosi completamente soddisfatto della sua scelta.

Anche la possibilità di acquistare i pezzi di un mobile per poi montarlo una volta giunti a casa, fa parte di questo principio. Si tratta di un radicale abbattimento dei costi, che ricade anche sulle tasche dei clienti, che possono ulteriormente risparmiare.

Lo stesso principio viene applicato anche al ristorante presente in ogni store, che prepara prodotti tipici della cucina svedese. Si tratta di una struttura self service. “Perché devo farti pagare di più per una cosa che puoi fare tranquillamente da solo?” dice Kamprad.

Questi principi, per quanto semplici, sono stati il motore propulsivo di quello che oggi è considerato uno dei giganti del mobili. Proprio per questo voglio farti una domanda: in che modo li puoi modellare per applicarli alla tua azienda?

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