Come essere un buon venditore

Allora perché lavorare come agente di commercio o rappresentante, o nella vendita?

Perché vi piace farlo. Semplice. Altre motivazioni non ci sono. Uno dei vantaggi principali è l’investimento iniziale, praticamente zero. Per qualsiasi altro lavoro autonomo, bisogna spendere decine di migliaia di euro se non centinaia. Un buon venditore non deve mai dire: “Per favore comprami qualcosa”.

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Perché lavorare nella vendita?

Questo dipende da ognuno di noi, ma cerchiamo di toglierci dalla testa alcuni modi di pensare che non valgono più:

  • Si lavora poco: come sforzo muscolare può essere vero, ma lo stress invece è molto alto; avere uno stipendio fisso alla fine del mese è una sicurezza che deve essere valutata,
  • C’è parecchio tempo libero: vero, in ogni caso, se non andate a lavorare e non visitate i clienti, non guadagnerete,
  • Si guadagna molto: nonostante ci sia molta concorrenza, potenzialmente si ha a disposizione un numero grandissimo di clienti che possono far lievitare il guadagno a fine mese,
  • C’è molta richiesta di rappresentanti: in apparenza sembra così, anche se le ditte serie, in grado di darvi un futuro, sono molto poche e oggi c’é esubero di venditori.

Allora perché lavorare come agente di commercio o rappresentante, o nella vendita?

Perché vi piace farlo. Semplice. Altre motivazioni non ci sono.

Uno dei vantaggi principali è l’investimento iniziale, praticamente zero. Per qualsiasi altro lavoro autonomo, bisogna spendere decine di migliaia di euro se non centinaia.

Un buon venditore non deve mai dire: “Per favore comprami qualcosa”.

Eppure, parecchie volte si sente. Dietro a una frase pietosa vi sono comportamenti enormemente dilettantistici.

Com’è possibile che un professionista non venda e quindi non guadagni fino a questo punto?

Chiunque davanti a una supplica del genere, o a un venditore in difficoltà, penserebbe con ragione che la merce che tratta è poco appetibile e l’azienda per cui lavora è con l’acqua alla gola, qualcosa che rappresenta un danno mostruoso.

Le aziende vive sanno benissimo che la vendita è un lungo percorso, che inizia dalla progettazione del prodotto, dall’organizzazione aziendale, dalla costruzione dello stesso fino all’istruzione dei venditori. Il tutto deve essere un corpo unico, ogni settore aziendale deve lavorare in sincrono con gli altri e la parte vendita deve essere curata come, e più, degli altri settori.

Come si può essere dei bravi venditori?

  • Pensare da imprenditori, non come dipendenti con partita Iva. Fate voi il mercato, createvi da soli il vostro futuro. Basta con la figura grigia dell’agente di commercio.
  • Accordatevi con altri colleghi, altrettanto professionali, magari aprendo una società, o anche solo un ufficio di rappresentanza.
  • Come qualunque azienda, pubblicizzatevi attraverso un sito internet, usate le brochure o presentazioni aziendali digitali.
  • Offrite servizi che la concorrenza non da. Esempio: indicate la clientela che potete portare, date un resoconto settimanale del vostro lavoro (report), dei termini precisi per il raggiungimento del risultato. In pratica dovete differenziarvi dalla massa.
  • Siate professionali fino allo spasimo. Precisione e disponibilità devono essere caratteristiche basilari del vostro io. Preso un impegno, dovete rispettarlo.
  • Basta con la ricerca degli stipendi fissi. Sappiate scegliere per chi lavorare.
  • Come eccezione, potete lavorare solo con contratto definito dalla riuscita del progetto. In pratica fatevi pagare per la mansione svolta e non per la vendita.
  • Negli orari di lavoro, siate sempre reperibili. Rispondete immediatamente alle e-mail o alle telefonate. Siate voi, per primi, a prendere contatto ogni giorno con le mandatarie.
  • Accettate, anzi pretendete, se possibile, gli affiancamenti.

Ricordate sempre che la vostra bravura si misura con i risultati e non certo dalla mancanza di sostegno, tradotto: siete bravi se vendete, solo se vendete. Contano esclusivamente i risultati.

Concludiamo, quindi, dicendo che ognuno di noi dovrebbe riflettere se ciò che sta facendo è davvero tutto quanto necessario per essere adeguato al mercato, chiedendosi ogni mattino: ho cambiato atteggiamento rispetto agli anni scorsi o sono rimasto sempre lo stesso?

Mi differenzio dai miei colleghi o sono anch’io parte della massa?

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