Come essere il leader che ogni dipendente sogna Per leggere questo articolo impiegherai: 3:20 minuti

Buoni capi si nasce o si diventa?

Come si fa ad essere un buon leader?

Non è facile essere colui che dà gli ordini, in qualche modo si rischia sempre di non essere visti di buon occhio.Il che potrebbe non necessariamente essere un male, ma lo diventa nel momento in cui il rispetto che i collaboratori hanno nei confronti del loro capo è direttamente proporzionato al loro rendimento sul posto di lavoro.

Wyser, la società di Gi Group di ricerca e selezione di profili di medio e alto management, ha stilato quali sono le caratteristiche di un buon capo.

“La leadership è un argomento centrale non solo per i dirigenti, ma anche per molti quadri – commenta Carlo Caporale, senior director di Wyser in Italia – in quanto di grande impatto per la fidelizzazione e la produttività dei collaboratori. Volendo poi individuare un tema trasversale a questi ruoli, la leadership si lega sempre di più alla responsabilità, tanto da poter quasi parlare di Corporate Social Responsibility diffusa. I mercati evoluti rigettano ormai categoricamente chi non ha un comportamento etico, che possa riflettersi negativamente anche sul business. Cultura della responsabilità e leadership in senso etico garantiscono l’impegno dell’azienda e del management nella tutela dei propri dipendenti e stakeholders; fattore che, contribuendo alla buona reputazione della società stessa, va certamente a favorirne il rendimento“.

Ma come si fa ad essere un buon capo?

In primo luogo ci si deve rendere conto che qualsiasi forma di leadership si andrà ad utilizzare non potrà prescindere dal dare l’esempio.

Fate ciò che dico e non ciò che faccio, quindi, non è affatto una buona strategia. Un buon capo, in primo luogo, deve dare l’esempio. Questo vuol dire che deve essere il primo a mettere in pratica i comportamenti che pretende dai suoi dipendenti.

Quindi, per fare un esempio, se pretende puntualità in ufficio e rispetto delle scadenze, deve essere il primo ad arrivare puntuale e a rispettare le scadenze.

  1. Condividi il tuo successo con i tuoi dipendenti

Il successo dell’azienda è merito di un lavoro di squadra. Anche il miglior capitano ha bisogno dei suoi sottoposti per giungere alla vittoria. Riconosci sempre i meriti, non solo complimentandoti con i tuoi dipendenti o elogiandoli, ma anche in modo sostanziale: attraverso regali, premi, così come bonus economici. In questo modo li farai sentire apprezzati e li spronerai a dare sempre il meglio. Il che non potrà che fare bene a te e alla tua azienda.

  1. Delega le responsabilità

Delegare per l’imprenditore vuol dire avere maggior tempo libero per se stesso, ma per il dipendente vuol dire avere delle responsabilità. Ora le responsabilità possono essere percepite come un ennesimo lavoro da dover svolgere, oppure come un atto di fiducia che attesta la stima del capo. Fa’ in modo che le tue deleghe ricadano nella seconda tipologia. Nel fare questo, ricorda al tuo collaboratore perché ti stai affidando proprio a lui, e spiegagli quanto è importante il buon svolgimento della mansione che gli ha dai dato. Infine, ricollegandoci al punto precedente, una volta svolta la mansione attribuiscigli il giusto merito.

  1. Conosci i tuoi dipendenti

Sarebbe saggio per ogni imprenditore conoscere personalmente ogni suo collaboratore. E non solo, li dovrebbe conoscere anche a fondo. Un buon modo per fare questo può essere quello di organizzare attività di gruppo. Ma va bene anche prendersi del tempo durante la pausa pranzo per fare quattro chiacchiere in modo informale. Più conosci i tuoi dipendenti e più sai cosa è davvero importante per loro, cosa li motiva. In questo modo saprai esattamente come renderli più produttivi e più soddisfatti.

  1. Sprona i tuoi collaboratori ad esporre le proprie opinioni

I tuoi collaboratori non sono solo una forza lavoro, sono anche delle menti in grado di offrirti idee, opinioni e strategie. Non perdere l’occasione di avere anche il loro punto di vista: ti potrebbe mostrare una prospettiva che ancora non hai preso in considerazione, oppure potrebbe mostrarti qualcosa che già conosci alla perfezione ma sotto una luce nuova. Oltretutto, in questo modo li farai sentire stimati, parte integrante dei processi decisionali dell’azienda. In questo modo farai sentire l’azienda anche un po’ loro.

  1. Presenta il tuo staff ai clienti

Proprio perché, come già detto sopra, il successo di un’azienda è direttamente proporzionato al contributo di chi ci lavora, presenta il tuo staff ai clienti. Spiega cosa fa ognuno di loro e in che modo il lavoro di ognuno di loro è indispensabile. È giusto attribuire i meriti a chi ha duramente lavorato. Questo è un ottimo modo per spronarli a fare sempre meglio, ed è anche un buon biglietto da visita per te. Molto spesso si pensa che il grande imprenditore è colui che fa tutto da solo, ma la realtà è ben diversa: un grande imprenditore è colui che è in grado di scegliere i collaboratori migliori. E questo lo sanno anche i tuoi clienti.

Che la squadra sia grande o piccola non importa: è sempre il capo a determinare il clima che si respira in ufficio.

Proprio per questo, l’ideale è quello di cambiare completamente paradigma, smettendo di essere un capo e cominciando ad essere, appunto, un leader.

Il capo comanda, il leader consiglia.

Per questo al primo si obbedisce malvolentieri mentre il secondo si imita e si rispetta. 

Certo, a un capo, spesso, viene automatico comportarsi in modo autoritario. Al contrario, fare da guida richiede disponibilità e attenzione. Vuol dire ricordare a se stessi le ragioni per cui si è a capo di una squadra. Cioè qual è il valore aggiunto che si è in grado di rappresentare per gli altri.

Un modo per fare questo può essere quello di fornire dei feedback chiari. Specialmente quando un compito non viene svolto al meglio.

In questi casi molti si limitano a fare enormi partacce, senza mai dare indicazioni pratiche su come non cadere nello stesso errore le volte successive.

Un modo per fare questo viene direttamente dalla Programmazione Neuro-Linguistica e consiste nel presentare i feedback come un toast.

La prima fetta di pane rappresenta un elogio circa l’identità del collaboratore.

Il condimento, invece, rappresenta la critica e va fatta unicamente sul comportamento.

Infine, la seconda fetta di pane è un altro elogio sull’identità.

Ti faccio subito un esempio.

Ciao Marco, vorrei parlarti del compito che ti ho assegnato. Se ho scelto proprio te è perché so bene quanto sei in gamba e so che posso contare su di te. Proprio per questo devo dirti che non l’hai svolto nel modo migliore e mi piacerebbe che tu riprendessi in mano il progetto. Da parte mia avrai tutto l’aiuto che ti occorre, non esitare a chiederlo. Sono sicuro che questa volta farai un lavoro egregio, in fondo è quello che mi hai sempre dimostrato.

Ti assicuro che ricevere una critica in questo modo sarà estremamente di aiuto.

Per aiutarti a comprendere le differenze tra un capo e un leader ho preparato per te una infografica… sono sicuro che ti farà comprendere perfettamente quali sono i migliori comportamenti da adottare.

bossvsleader

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