Perché gli imprenditori eroi sono destinati a soccombere Per leggere questo articolo impiegherai circa 2 minuti

Come consulente e come formatore sono ormai molti anni che lavoro 1 a 1 con imprenditori di ogni tipo.

Ho lavorato con chi era agli inizi e doveva imparare tutto, ma anche con imprenditori che fatturano centinaia di migliaia di euro.

E quasi tutti, a dispetto di qualsiasi differenza di etnia, colore, età, esperienza, dimensioni aziendali, successo, nazionalità, ricchezza… sono uniti da un problema.
Ma come è possibile che ci sia lo stesso problema indipendentemente dal livello di crescita, dalle dimensioni dell’azienda, dal settore, dal Paese, etc?

La risposta e’ semplicissima.

Il problema NON E’ dell’azienda. Il problema è dell’imprenditore.

E ad aggravare la situazione c’è il fatto che questo problema è una conseguenza diretta di una qualità che tutti ammiriamo molto e che porta tante aziende al successo.
Il problema è che gli imprenditori sono degli EROI!

Prima di continuare però devo dirti una cosa importante: ho una profonda ammirazione per gli imprenditori/eroi. Gli imprenditori eroi sono sempre capaci di risolvere ogni situazione. È solo grazie a loro che l’azienda si regge in piedi; e riescono anche a fare delle cose eccezionali che nessun altro riuscirebbe a fare.

Quando parlo con loro ci sono degli aspetti di totale ammirazione per la forza, il carattere, l’abilità che molti hanno di cadere sempre in piedi e di superare le avversità.
Ma sono anche degli ingenui!

Perché non si rendono conto che il loro eroismo, le loro abilità, la loro dedizione al lavoro significa anche che NESSUNO sarà in grado di emularli e fare quello che fanno loro.

Infatti, questi imprenditori sono bloccati nella loro azienda a dirsi frasi come:

  • Se non ci fossi io tutto crollerebbe
  • Come faccio bene le cose io non le fa nessuno
  • Ci metto 5 minuti a farlo io e un’ora a spiegare come si fa ad un altro
  • Se non controllo questi qua chissà che disastri combinano

Ma non è questo il peggio!

Infatti alcuni sono talmente drogati dal lavoro da provare anche un piacere morboso nel passare quattordici ore al giorno a lavorare.

Il peggio è che se anche tu appartieni a questa categoria vuol dire che stai letteralmente castrando la tua azienda, che non potrà mai crescere fin quando non fai qualcosa di apparentemente semplice ma che emotivamente è molto difficile per tanti: smettere di lavorare!

Perché il tanto glorificato lavoro che nobilita l’uomo e che fa parte della mitologia dell’imprenditore “che arriva prima di tutti ed esce dopo di tutti” è forse il più grande limite che possiamo mettere alla crescita della nostra azienda.

Non ho nessun dubbio sul fatto che puoi avere un enorme successo. Ma sei TU ad averlo, non l’azienda.

L’unico modo per essere sicuro che l’azienda funzioni (e non che sia solo l’imprenditore a funzionare) è infatti quello di ridurre fino ad eliminare l’apporto lavorativo dell’imprenditore.

E quindi DELEGARE tutto (o quasi) ciò che l’imprenditore compie come attività quotidiane, tenendo per sé solo le parti che hanno un enorme valore aggiunto e che costituiscono il nucleo del lavoro imprenditoriale, che è quello di “creare” e plasmare l’azienda.

Ed è questo quello che faccio quando lavoro con un’azienda: la automatizzo.

In breve: faccio in modo che l’imprenditore si limiti a fare l’imprenditore, mentre il resto della struttura funzioni portando ad un nuovo livello di competenza e consapevolezza i collaboratori.

So bene che per molti imprenditori si tratta di una vera e propria eresia.

Per questo so anche che questo articolo non sarà compreso da tutti, ma se vuoi continuare ad essere un EROE ma in modo di gran lunga meno ingenuo… devi renderti conto che non puoi ricoprire il ruolo dell’imprenditore e quasi tutti gli altri presenti in un’azienda.

L’idea che vorrei che ti tatuassi in testa è proprio questa: tu sei l’imprenditore e devi fare esclusivamente l’imprenditore!

Proprio per questo mi piacerebbe che tu prendessi queste mie riflessioni come uno spunto sul tuo lavoro e su come puoi farlo nel modo migliore. E, se ti va, condividi con me le tue riflessioni, così come i tuoi dubbi e le tue perplessità.

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