L’identikit perfetto dell’imprenditore 3.0

Oggi è sempre più difficile fare impresa: da Trapani ad Aosta, per quanto i comportamenti locali possano sembrare differenti, in realtà le dinamiche aziendali sono sempre le stesse. Non si tratta di una questione economica, geografica o di mercato in crisi, ma è più una questione di capacità ed aspettative.

L’imprenditore, nel Terzo Millennio, è spesso solo, soprattutto se teniamo conto che, a seconda delle vicissitudini e delle richieste, deve sapere di economia, conoscere le peculiarità del suo mercato, avere qualche rudimento di psicologia e comportamento, essere avvocato di sè stesso e capire di vendita e marketing. Se ci pensiamo bene, però, nessun corso di laurea tratta di questi argomenti, né tantomeno della gestione delle risorse umane, una competenza fondamentale per garantire il successo di un’impresa.

Secondo gli ultimi dati dell’Istat, In Italia operano 63,8 imprese ogni mille abitanti, un valore medio tra i più alti di tutta l’Europa.

Se analizziamo bene il mercato, ci rendiamo subito conto che le aziende possono essere classificate proprio in base alle diverse figure di imprenditore. Partiamo col fare una prima distinzione: nel nostro Paese esistono tre tipi fondamentali di aziende

  • aziende nate per clonazione,
  • aziende frutto di successione,
  • aziende nate da grandi idee.

Le aziende nate per clonazione sono le imprese familiari che attuano politiche di recruiting vecchio stampo (in pratica si assumono nipoti, amico di amici, giovani alle prime armi, tutti purchè siano persone fidate). I collaboratori, per così dire, una volta imparato il mestiere aprono la loro azienda ed offrono ai clienti dell’ex capo lo stesso prodotto/servizio ad un prezzo più basso. Tali aziende, basate quasi totalmente sul prezzo vantaggioso della loro offerta, sono destinate a chiudere non appena il mercato cambia rotta.

Le aziende frutto di successione, invece, sono le classiche attività familiari in cui il passaggio generazionale è solitamente rappresentato dal capo-padre che va in pensione e dal figlio (in media quarantenne) che prende in mano le redini dell’azienda. In una situazione del genere, il parco dipendenti è spesso coetaneo del vecchio padre, per cui va rifondato del tutto. Il rischio più alto per questo tipo di imprese è quello di fallire perché il successore non è in grado di implementare le dinamiche organizzative del genitore/fondatore.

Negli ultimi anni lo scenario imprenditoriale è stato segnato dalla nascita di tantissime start-up, aziende innovative con grandi idee, spesso però gestite da tecnici che niente hanno a che fare con il mondo imprenditoriale; tali aziende, col tempo, rischiano di fallire perchè orientate solo ed esclusivamente al prodotto.

Quali sono, quindi, le caratteristiche che deve avere un buon imprenditore? (leggi anche http://www.4mancons.it/it/sei-un-leader-scorpione-o-un-leader-camaleonte/).

Possiamo sintetizzare in 5 punti le chiavi che deve possedere un bravo imprenditore per gestire al meglio la propria azienda:

  1. L’imprenditore deve essere un buon venditore, ovvero deve saper vendere la sua idea di impresa a:
  • persone, per farle lavorare alla sua idea,
  • banche, per farsi finanziare,
  • clienti, che diventano i primi finanziatori dell’impresa,
  • fornitori, che lo devono affiancare nella sua idea imprenditoriale.
  1. L‘imprenditore deve avere capacità di visione e leadership; deve essere carismatico, avere coerenza, una visione chiara e deve diventare un catalizzatore di talenti per la sua azienda. La sua competenza primaria deve essere quella di “capire le persone”, cosa che si tramuta nella capacità di reclutare personale, clienti e fornitori.
  2. L’imprenditore deve essere curioso di conoscere e di imparare, infatti il primo investimento che deve fare è sulle sue competenze, tenendo sempre a mente che “chi non si forma si ferma”.
  3. L‘imprenditore deve avere un’altissima capacità organizzativa, in modo da poter gestire flussi di informazioni per se e per i suoi collaboratori.
  4. L’imprenditore deve capire quando è il momento di lasciare; questo vale anche per le attività di delega più semplici. Spesso, infatti, l’imprenditore rischia di entrare in un delirio di onnipotenza nel quale si crede di poter controllare tutto e che tutti dovrebbero essere come lui, con il forte rischio di diventare il nemico n°1 della sua stessa creatura.

E tu che imprenditore sei? Se il tuo obiettivo è raggiungere il successo con il tuo business, l’unica cosa da fare è affidarti a chi può darti gli strumenti giusti per ottenere risultati concreti in breve tempo: la 4 M.A.N Consulting, società di consulenza fondata dal dott. Roberto Castaldo.

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