Dimmi quanto dormi e ti dirò quanto successo avrai Per leggere questo articolo impiegherai: 2 minuti e 55 secondi

Fin da bambini ci hanno detto che dovevamo andare a letto presto, osservare il rituale del “lavati i denti e mettiti il pigiama” e dormire le famose 8-10 ore che ci avrebbero consentito di svegliarci l’indomani riposati e carichi. Crescendo, siamo rimasti perlopiù legati a questa idea e, impegni lavorativi e familiari permettendo, abbiamo sempre cercato di strappare alla sveglia quante più ore (e ancor più spesso minuti) di sonno possibile.

C’è chi è sordo alla sveglia, chi si concede la “pennichella” pomeridiana e persino chi, come cita una recente e famosa canzone “dorme in metrò”. Addirittura ci sono i misuratori seriali, ovvero quelli che, programmando la sveglia sullo smartphone, si divertono a calcolare esattamente quante ore dormiranno, prima di affrontare l’indomani la nuova intensa giornata.

In ciascuna di queste abitudini è possibile riscontrare un comune denominatore: l’idea che più e meglio si dorme la notte, più ci si sentirà attivi e carichi il giorno seguente, affrontando con maggiore energia le ore di studio, di lavoro o semplicemente di vita personale, senza il rischio di “avere sonno” svolgendo tutte le piccole attività quotidiane che riempiono le nostre giornate.

È chiaro che da questa credenza discende direttamente l’idea che dormire migliora le performance professionali, perché il corpo si ricarica, e il cervello si resetta, eliminando tutte le informazioni superflue, riorganizzando quelle funzionali, e conservando negli spazi destinati alla memoria solo quelle ritenute davvero importanti.

Questa tesi è stata confermata anche da una fonte autorevole in materia, qual è la National Sleep Foundation, un ente no profit che negli Stati Uniti si occupa della promozione del sonno nell’ambito di un corretto stile di vita. Infatti, la National Sleep Foundation raccomanda tra le 7 e le 9 ore di sonno a notte per le persone che hanno un’età compresa tra i 16 e i 64 anni.

Ma c’è davvero una relazione tra le ore di sonno e il successo professionale? E se sì, qual è?

Stando ad una recente ricerca pubblicata dalla società britannica Made to Measure Blinds, molte persone di successo, attive in sei diversi settori lavorativi, hanno dichiarato di dormire molto meno delle 7-9 ore di sonno raccomandate, e di conseguire egualmente risultati professionali eccellenti. La ricerca ha preso in esame 1401 persone, in sei diverse categorie professionali: finanza, tecnologia, ingegneria, media, marketing e PR, politica. Gli esiti del sondaggio condotto sulle “persone comuni” sono quindi stati comparati ai dati sulle abitudini di alcuni famosi personaggi storici: il risultato è davvero sorprendente!

Il settore in cui si dorme meno è quello tecnologico, seguito a ruota dalla finanza. In entrambi i casi, infatti, oltre il 95% degli intervistati dorme meno di 9 ore a notte, con picchi al ribasso piuttosto significativi: Bret Taylor, ex CTO di Facebook, non dorme più di 6 ore a notte, mentre il miliardario Donald Trump, dice di dormire appena 3-4 ore ogni giorno.

Nel settore ingegneria, quasi il 35% delle persone dorme tra le 2 e le 6 ore al giorno: pare che Thomas Edison dormisse 4 – 5 ore a notte, mentre l’inventore Nikola Tesla ne dormiva addirittura 2. Spostandosi ai media, la percentuale di persone che dorme tra le 6 e le 8 ore si contrae significativamente: circa il 40%, anche se resistono “dormiglioni” di successo come Arianna Huffington, la fondatrice di Huffington Post, che dichiara di dormire mediamente 7-8 ore a notte.

Un po’ meglio nel marketing e PR, dove le persone che dormono meno di 6 ore sono appena il 25%, e variegato il campo della politica, dove circa il 10% degli intervistati dichiara di dormire più di 9 ore a notte, ma molti politici famosi dormono molto meno: se Barack Obama dorme circa 6 ore a notte, Margaret Thatcher ne dormiva appena 4,e Silvio Berlusconi addirittura dichiara che 2 ore gli sono sufficienti per ricaricare le pile.

Tu di quante ore di sonno hai bisogno per sentirti riposato e carico?

Probabilmente, fatte salve la raccomandazioni mediche e uno stile di vita sano e corretto, ciascuno ha bisogno delle sue “ore giuste” per affrontare al meglio la giornata. Quel che davvero importa è non appartenere alla categoria di chi dorme a lavoro e resta sempre indietro rispetto ai concorrenti, e di chi al contrario non ha tempo di dormire perché lavora troppo, ma poi non ottiene i risultati che spera.

Se hai bisogno di risvegliare il tuo business, o di riorganizzarlo per ritagliare più tempo per te stesso, scrivimi e ti dirò quali strategie mettere subito in pratica per farlo.

 

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