Come avviare un’impresa di successo nel Mezzogiorno: le 10 start up che ce l’hanno fatta Per leggere questo articolo impiegherai 5 minuti e 20 secondi

Mezzogiorno.
Molto più di un orario, molto oltre la parte di quadrante in cui la lancetta corta si arrampica su quella lunga e finalmente la raggiunge.
Mezzogiorno.
Molto più della terra accecata dal Sole delle dodici, rovente di rabbia, scottante di notizie che vorresti non ti venissero mai raccontate.

Perché al di là dei ritardi, sotto la coltre di problemi e di contraddizioni che soffocano il Mezzogiorno d’Italia, pullula un universo di imprese, brulica uno sciame di imprenditori giovani, coraggiosi, affamati di successo.

Dati alla mano, infatti, recentemente il Sud Italia è balzato in cima alle classifiche per indicatori nuovi, assai lontani dalla – purtroppo persistente – disoccupazione giovanile e dalla stagnazione economica: sono gli indicatori che riguardano le lo sviluppo delle start-up innovative, ovvero delle imprese che orientano il proprio core business all’innovazione.

A dirlo, sono i numeri: su 6210 start up innovative iscritte nel Registro Nazionale, 1429 hanno sede nel Sud Italia.
Inoltre, rispetto al passato, il numero delle imprese innovative è raddoppiato, confermando la Calabria come la Regione con il più alto incremento del numero di start up innovative (già nel 2014, la Calabria si era distinta per una crescita del 263% rispetto all’anno precedente).

La maggiore concentrazione di imprese innovative ad elevato fattore hi tech si registra in Puglia dove, alla luce di diversi e spesso inaspettati casi di successo imprenditoriale, anche femminile, si è iniziato a parlare della Murgia Valley, una specie di Silicon Valley pugliese, in cui storie di giovani imprenditori, di idee di business vincenti e di scommesse sull’innovazione, confluiscono in un polo digitale all’avanguardia e d’eccellenza.
Basti pensare al caso di Mariarita Costanza, uno degli “squali” del format tv Shark Tank, che insieme al marito ha fondato Macnil, azienda di informatica, elettronica e telecomunicazioni, specializzata nello sviluppo di tecnologie per la geolocalizzazione, la telemedicina, i sistemi di smart city e il digital mobile marketing. Nel 2014, Macnil è entrata a far parte del Gruppo Zucchetti, dando il via a un ulteriore progetto di sviluppo sui mercati nazionali e internazionali, con l’obiettivo di diventare l’azienda leader nel settore della sicurezza in Europa.

Pugliese è anche Gianluigi Parrotto, un giovanissimo imprenditore che, dopo il diploma, a 20 anni ha trasformato un progetto iniziato a scuola in Renewable, start up innovativa che progetta, sviluppa e vende online pale eoliche da montare sui tetti delle case, e che ha avuto un tale riscontro in termini di successo da essere rilevata dal gruppo americano Air per 5 milioni e mezzo di euro. E puoi ben immaginare quanto valgano 5 milioni e mezzo di euro, soprattutto se hai solo 20 anni e sei riuscito a creare un’impresa da un progetto scolastico (di quelli che probabilmente anche tu e i tuoi amici disertavate annoiati e interessati a finire il prima possibile la giornata scolastica).

Ma come fanno gli imprenditori start upper ad avere successo?

Già fare impresa, oggi, è un’impresa: vorrai perdonarmi il gioco di parole, ma le difficoltà connesse col mettere in piedi un’azienda , e soprattutto farla funzionare, portarla a regime e addirittura avere successo, sono così numerose e complesse da indurre a pensare che è meglio non fare l’imprenditore.

Se poi ci aggiungiamo che negli ultimi anni i più eclatanti casi di successo aziendale vengono dalle imprese del Mezzogiorno, terra nota per i problemi e i ritardi nello sviluppo economico, il mistero che si cela dietro il successo delle start up innovative si infittisce, e acuisce il desiderio di conoscere le ragioni profonde e i segreti di questi giovani, creativi, coraggiosi e forse anche geniali imprenditori del Sud.

È dunque naturale porsi la domanda: Ma come fanno le start up innovative del Mezzogiorno ad avere successo?

Io mi sono risposto in 8 semplici punti, che ti invito a leggere se anche tu vuoi avviare una start up e hai intenzione di trasformare in impresa un’idea di business che da un po’ ti frulla in testa (qui trovi raccolti i miei 8 consigli per la tua start up http://www.4mancons.it/8-consigli-per-la-tua-start-up/).

E’ chiaro però che la vera lezione di business viene proprio dagli imprenditori made in Sud che hanno avviato le start up innovative e le hanno portate al successo.
Per questo motivo, ho raccolto 10 casi di successo di imprese innovative del Mezzogiorno: ti invito a leggerle, nella speranza che anche tu possa sentirti ispirato da queste storie e possa imboccare la strada del successo, per te e per la tua azienda!

Personal Factory

Al primo posto delle classifiche delle start up italiane c’è Personal Factory, la start up calabrese fondata nel 2009 dai fratelli Francesco e Luigi Tassone per trasformare in fabbrica la propria casa. Grazie a Origami, la macchina sviluppata e brevettata da Personal Factory, è possibile miscelare inerti e prodotti chimici per l’autoproduzione di materiali per l’edilizia. Il tutto, in appena 6 metri quadrati, e dunque anche nello spazio domestico. Personal Factory, dicevamo, è prima tra le start up per i finanziamenti ottenuti (3,8 milioni di euro) ed è ai primi posti anche per fatturato e per occupazione creata. La sua innovativa tecnologia è stata pluripremiata in Italia e all’estero, rappresentando l’eccellenza tecnologica italiana all’EXPO di Shangai, e ricevendo il premio “Best Practices” di Confindustria e il piazzamento come finalista al “Global Cleantech Round Table” di Washington.

Mosaicoon

E’ la start up siciliana d’eccellenza di Mondello, nella frazione di Palermo finora nota più per il turismo che per l’imprenditoria. Il fondatore è Ugo Parodi, il giovane imprenditore che nel 2010 ha avuto il coraggio di mettere su un’impresa per produrre, distribuire e monitorare campagne pubblicitarie sul web. Mosaicoon conta oggi più di 80 dipendenti e ha avviato un processo di internazionalizzazione, con aperture a Singapore, New Delhi e Seoul, oltre che a Londra, Madrid, Milano, Roma e, appunto, Palermo. La società è nota, oltre che per il fatturato, tra i più alti in Italia nel sistema delle start up,anche per aver richiamato l’attenzione del premier Renzi, che ha voluto visitarla personalmente durante uno dei suoi tour in Sicilia.

Flazio

Ancora in Sicilia, questa volta a Catania, i fratelli Fazio (Elisa e Flavio), raccolgono 400 mila euro per finanziare il loro progetto innovativo: una piattaforma che in pochi minuti consente a chiunque di creare un sito web. Il risultato? Collaborazioni con Telecom e Gruppo Dada e una sfida costante ai colossi internazionali della creazione di piattaforme online. Inoltre, lavoro per altri 12 giovani siciliani con ulteriori ambizioni di espansione e progetti di crescita.

Niteko

In Puglia, e precisamente a Taranto, nel 2011 tre giovani studenti universitari decidono di scommettere sul settore delle energie rinnovabili e dei sistemi di illuminazione. Oggi, quella scommessa è diventata Niteko, start up che fattura milioni di euro grazie alla tecnologia all’avanguardia e al percorso di internazionalizzazione. Il marchio, infatti, non è presente soltanto in Italia, ma ha oltrepassato i confini nazionali, conquistando anche la Polonia, la Spagna, il Portogallo e la Repubblica Ceca.

Nextome

E’ la start up che ha ottenuto il riconoscimento per il miglior giovane imprenditore web, alias Domenico Colucci, uno dei tre fondatori di Nextome (gli altri due sono Vincenzo Dentamaro e Giangiuseppe Tateo, a cui si è successivamente aggiunto anche Marco Bicocchi Pichi, il Presidente di Italia Startup). Nextome ha ottenuto il successo per aver sviluppato un innovativo sistema di navigazione indoor, che si serve di una tecnologia bluetooth low-energy, che supera le difficoltà di segnale del GPS, che non arriva negli ambienti chiusi, e la minore precisione e l’impatto sulla salute del WI-fi.
Nextome è una specie di navigatore che funziona negli spazi chiusi: scaricando l’applicazione, l’utente può visualizzare la sua posizione su una mappa digitale e ottenere informazioni su tutto ciò che c’è nelle vicinanze: il numero del gate, se è in aeroporto, le promozioni attive, se è al supermercato, binari e orari se è in stazione, info utili se è al museo. Grazie alla sua creatura, Domenico Colucci ha vinto il Web Summit di Dublino e ad Helsinki è stato premiato dalla Commissione Europea come il migliore giovane imprenditore web, sbaragliando la concorrenza dei 605 colleghi candidati, come lui, al premio.

Orange Fiber

Torniamo in Sicilia, questa volta tutta al femminile ed ecosostenibile: Orange Fiber è il filato ecofriendly prodotto con gli scarti degli agrumi e ideato dalle giovani imprenditrici siciliane Adriana Santanocito ed Enrica Arena. Oltre ad essere ecosostenibile, Orange Fiber fa bene a chi lo indossa: rilascia infatti oli essenziali di agrumi e vitamina C sulla pelle. Una intuizione geniale, che non a caso ha attirato l’attenzione di alcuni grandi brand di moda, che hanno manifestato il loro interesse nei confronti del brevetto delle due giovani siciliane, già vincitrici del premio Onu di Ideas4Change Award, la prima competizione per start up organizzata dedicata alle nuove imprese sostenibili ed ecologiche. Non resta che aspettare la rivoluzione del tessile made in Italy grazie a Orange Fiber!

Factory

Non una start up, ma un vero e proprio acceleratore di imprese, con tanto di spazio per il coworking, Factory è posto di fronte al meraviglioso scenario della Reggia di Caserta. Nel maggio del 2014, sette imprenditori con una carriera internazionale, investono capitali privati in una ambiziosa scommessa: creare uno spazio per promuovere la cultura d’impresa e incoraggiare l’imprenditorialità, scommettendo sui talenti (Factory comprende anche una Talent School con Academy, il programma di formazione in sei mesi per imprenditori, che si avvale del contributo dei big dell’imprenditoria e del management italiano e estero).

Youbiquo

Restiamo in Campania, ma questa volta ci spostiamo in provincia di Salerno, e più precisamente a Cava de’ Tirreni, dove sorge Youbiquo, l’azienda di Pietro Carratù che produce gli smart glasses che fanno concorrenza ai Google Glass: occhiali hi tech altamente personalizzabili e a misura di cliente, dove l’elemento personalizzazione diventa assolutamente determinante, sia in termini di design che di funzionalità.

Greenrail

Il nome anticipa il concept: Greenrail è la start up che progetta e sviluppa traverse ferroviarie (la parte su cui poggiano i binari) ecofriendly, con plastica riciclata e gomma degli pneumatici non più funzionanti. Il vantaggio? Duplice: la struttura in sé è ecosostenibile, e al passaggio del treno il binario stesso produce energia. Giovanni De Lisi, il giovane imprenditore che ha fondato Greenrail, si distinse durante il programma Shark Tank per aver respinto un’offerta da un milione di euro in cambio del 20% della società, spiegando che non era sua intenzione svendere Greenrail e al contrario puntare soprattutto al mercato estero. (Forse più pronto di quello italiano?)

Archiproducts

Chiudiamo la lista con Archiproducts, fiera online del design e dell’architettura con sede a Bari, che nel 2014 ha acquistato Sayduck, una start up di giovani finlandesi e svedesi specializzata in realtà aumentata, sviluppatrice di un’app per vedere in 3D oggetti virtuali, inseriti in contesti ambientali sia reali che virtuali. Dopo l’acquisizione, la tecnologia Sayduck è stata estesa appunto alla piattaforma Archiproducts, permettendo agli inserzionisti di inserire prodotti e progetti visualizzabili in formato tridimensionale dagli oltre 42 milioni di utenti che frequentano la fiera online.

 

Le storie che ho raccolto in questo articolo per te sono storie d’imprese, di sogni e di successo, tanto più glorioso perché ottenuto in contesti complessi e difficili, in cui, se si vuole fare impresa, non si può aspettare che l’opportunità bussi alla porta, ma è necessario uscire sul mercato e andarsela a costruire.

Perciò, se anche tu sogni di creare una start up ma non sai ancora bene come avviare un’impresa, compila il form contatti e ti accompagnerò coi miei consulenti verso il successo!

Commenta
Condividi